Le tre funzioni che contribuiscono a garantire una vita in salute sono : sonno, sport e alimentazione. Quindi una dieta corretta, un sonno esauriente e un’attività sportiva adeguata.  

Per questa ultima vale la pena di fare alcune considerazioni. 

E’ elevato il numero dei bambini che non svolgono per nulla attività fisica, la sedentarietà assoluta arriva a riguardare anche il 20-30% dei bambini, quella relativa il 60-70%. I motivi sono vari e purtroppo non sempre c’è di mezzo solo la pigrizia ( che in qualche modo è affrontabile), a volte la logistica è complicata e il centro sportivo è distante, oppure non c’è chi può accompagnare il bambino, a volte il tempo da dedicare allo studio lascia poco tempo a disposizione, a volte non si può affrontare la spesa…E’ importante ricordare che comunque può bastare anche un’attività fisica spontanea nel giardino sotto casa giocando a pallone con gli amici o andando in bicicletta. Gli esperti indicano come ottimale un’ora al giorno di attività fisica o sportiva… ora, so bene come non sia facile raggiungere questo obiettivo, ma vale la pena di provare, immaginando che i risultati non seguano la legge “del tutto o del nulla” ma siano proporzionati alla quantità di tempo impiegato. Diciamo che, anche verificando da più fonti, in soggetti di età compresa tra 5 e 18 anni, un’ora 3-5 volte a settimana può essere considerato già un ottimo risultato. Da tener conto del fatto che a scuola vengono dedicate all’attività fisica un paio d’ore a settimana, ma spesso in modo non organizzato e , in buona parte, impegnando tempo nel solo  addestramento. 

Perché fare sport è così importante? E’ dimostrato che la salute ne guadagna in modo rilevante in quanto l’attività fisica regolare a partire dall’infanzia protegge da malattie cardiovascolari e del sistema respiratorio dell’adulto, ma, altri vantaggi sono pure immediati: i bambini/ragazzi che praticano attività fisica con regolarità ne traggono rapidamente vantaggi in termini di miglioramento della postura, del tono e del trofismo muscolare, del livello dell’umore, della capacità di rapporti con i coetanei, della capacità all’empatia, dell’autostima, fino anche ad ottenere effetti positivi sul piano del rendimento scolastico. 

Ovviamente è importante il ruolo dei genitori che dovrebbero riuscire a coinvolgere anche i riluttanti, affiancandoli ad esempio ad amici nello scegliere la stessa attività, dovrebbero evitare critiche in caso di insuccessi, dovrebbero illustrare il concetto della utilità dello sport a prescindere dai risultati. 

A che età si può praticare sport? In generale le attività sportive, tranne alcune eccezioni, possono essere iniziare a 5-6 anni ( periodo cosiddetto del “corpo percepito “ secondo gli esperti in apprendimento e motricità) , con possibilità di attività competitive dopo i 9-12 anni a seconda dei casi ( “ corpo rappresentato”). Prima dei 5 anni attività di tipo ludico (baby nuoto, gioco libero…). 

Uno sport vale l’altro? In generale sì per gli scopi generali indicati, a volte però, in situazioni specifiche,  la scelta potrebbe essere anche orientata. Pensiamo ad esempio al bambino chiuso o introverso, in queto caso è preferibile uno sport di squadra, che va bene anche per il bambino insicuro che teme la competizione individuale. Oppure pensiamo a come le arti marziali siano adatte al bambino aggressivo o iperattivo, grazie alla necessità, svolgendole, di dover tener conto del rispetto delle regole e del rispetto dell’altro che queste discipline implicano. Pensiamo a come la danza o la ginnastica artistica siano adatte al bambino goffo o maldestro grazie alla necessaria armonia dei movimenti che esse richiedono. La danza però può accentuare una iperlordosi ( eccessiva curvatura in avanti della zona lombosacrale) già presente. Il calcio può comportare, in mancanza di un allenamento adeguato, uno sviluppo della muscolatura degli arti inferiori a scapito del distretto superiore, cosa che non succede con il basket o con il volley. Basket e volley possono essere utili in caso di atteggiamenti viziati della colonna o di scoliosi, casi in cui il nuoto può trovare una tradizionale indicazione. Il nuoto può essere indicato anche nel caso di bambini gracili o esili grazie all’incremento armonico delle masse muscolari che comporta. Un commento a parte per il bambino in eccesso ponderale, problema che deve essere affrontato con una giusta strategia alimentare e con attività fisica adeguata: la migliore fitness per la regolarizzazione del peso corporeo la possiedono in ordine, la corsa, il ciclismo, la prepugilistica.  

“ Lo sport va a cercare la paura per dominarla, la fatica per trionfarne, la difficoltà per vincerla” 

Pierre de Coubertin 

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Prof. Francesco Macrì

Laureato in Medicina e Chirurgia e specialista in Pediatria, Neonatologia, Allergologia.
Autore di numerose pubblicazioni scientifiche in lingua italiana e straniera e di 2 saggi di argomento pediatrico. E’ stato relatore in numerosi convegni.
Svolge attività didattica in diversi corsi di laurea e master universitari, è segretario nazionale della FISM (Federazione delle Società Medico Scientifiche Italiane), Vicepresidente della SIOMI (Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata) e Segretario del Gruppo di Studio Medicine Complementari della Società Italiana di Pediatria.

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