Medicina Omeopatica e Medicina Convenzionale: due medicine diversamente simili
Diceva Ilkka Tuomi “impossibile dividere la conoscenza in due campi nettamente separati, quello della conoscenza inespressa e quello della conoscenza esplicita” (Corporate Knowledge, 1999). Possiamo ritenere che alla conoscenza inespressa appartiene l’Omeopatia e a quella esplicita appartiene la Medicina Convenzionale? Sì se espressione ed esplicitazione si riferiscono alla capacità di documentare sul piano scientifico la impostazione metodologica delle due medicine, no se consideriamo la espressione e la esplicitazione come prove di veridicità. D’altronde se la conoscenza inespressa si dedica, anche se in modo diverso, agli stessi argomenti di quella esplicita, può rappresentare per essa motivo di arricchimento sul piano epistemologico. Questo concetto porta alla considerazione che la diversità tra Medicina Omeopatica e Medicina Convenzionale è data erroneamente spesso per scontata e che può essere interessante approfondire questo tema così dibattuto, alla ricerca di elementi comuni tra esse. Francois Laplantine riusciì nel suo libro, “Antropologia della Malattia” (Ed Sansoni, 1988), ad affrontare, in un modo che mi sentirei di definire perfetto, l’argomento della apparente diversità tra le due medicine, prospettando una chiave di lettura sicuramente originale e interessante. Laplantine raccoglie interviste fatte a medici e pazienti e la descrizione di malattie fatte da grandi Autori Francesi (Balzac, Proust…) giungendo alla conclusione