Il tema dell’autosvezzamento
Da tempo si discute su questo argomento , fino al punto di essersi create addirittura delle fazioni all’interno della comunità pediatrica.Vale la pena di ricordare che per “alimentazione complementare” (termine che ha sostituito quello obsoleto di svezzamento) si intende una tappa in cui “ Il latte, materno o di formula che sia, cessa di essere l’unica fonte di alimentazione del bambino per essere sostituito gradualmente da pasti prima semisolidi e poi solidi”, tappa inevitabile dal momento che il latte, come alimento esclusivo, dopo i primi mesi di vita non può più essere adeguato dal punto di vista nutrizionale per carenza di alcuni minerali, in particolare il ferro :il ferro che il bambino ha ricevuto dalla mamma durante la gravidanza si disperde in un recipiente (il corpo del bambino) che in pochi mesi raddoppia le proprie dimensioni.Un’altra cosa che vale la pena di fare è commentare sulla fascia di età più idonea per questo passaggio, che è previsto avvenga tra il 4° e il 6° mese di vita ( vedi raccomandazioni Organizzazione Mondiale Sanità e delle Società Scientifiche di settore), in quanto, se precoce, può comportare problemi in termini di rischi futuri di ipertensione, diabete, dismetabolismi in genere, se tardivo rischi