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	<title>genitori Archivi - Francesco Macrì</title>
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		<title>La rabbia dei bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Marta Macrì]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 18:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I consigli pratici]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione emotiva]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://francescomacri.it/consigli-pratici/la-rabbia-dei-bambini/">La rabbia dei bambini</a> proviene da <a href="https://francescomacri.it">Francesco Macrì</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Uno dei più frequenti motivi di richiesta di supporto psicologico per i bambini tra i 3 e i 5 anni di età riguarda il verificarsi di forti reazioni di rabbia e la difficoltà nel gestirle da parte dei genitori.<br>Sono situazioni che creano molto allarme perché il bambino può avere delle manifestazioni comportamentali estreme, come agitarsi in modo violento, urlare e piangere, calciare, rompere oggetti, mordere, farsi male o far male al genitore stesso nei momenti di  contrarietà più intensa.<br>E’ quindi una situazione difficile da gestire, che evoca forti sentimenti di dispiacere, paura, impotenza, disperazione o ulteriore rabbia e può portare alla ricerca di soluzioni molte volte in contrasto tra loro, che possono essere inefficaci o peggiorare lo stato d’animo del bambino.<br>Pur considerando la variabilità delle situazioni e le caratteristiche del bambino e della relazione, si possono comunque individuare alcune strategie utili a supportare il genitore in un difficile compito:<br>quello di aiutare il bambino a saper gestire emozioni molto forti e, spesso, difficili da controllare .<br>Per prima cosa è importante tenere a mente che la rabbia è una delle emozioni primarie dell’essere umano, che si scatena, nella maggior parte dei casi, in risposta alla frustrazione.<br>Pur comportando un’esperienza negativa è un’emozione fondamentale e necessaria, ha delle funzioni importantissime come meccanismo di autoaffermazione e adattamento.<br>Proprio per questo non è possibile né utile eliminarla o reprimerla, è sano che i bambini la sperimentino e la esprimano, nonostante sia forse l’emozione più difficile da gestire e accettare.<br>Nel corso dello sviluppo si passa da una dimensione fortemente connotata a livello corporeo, fino ad una maturazione della consapevolezza, del pensiero e dell’espressione verbale.<br>E’ quindi del tutto naturale che il bambino piccolo sia preda di “attacchi di rabbia” di fronte alla mancata realizzazione dei suoi desideri, all’imposizione di limiti e regole, a momenti di frustrazione per eventi esterni e al di fuori del suo controllo, perché non è ancora in grado di gestire nel modo giusto quello che gli succede e che lo sottopone ad una forte ondata emotiva. Il genitore ha la possibilità di aiutarlo nel contenere sempre di più queste emozioni e nel trovare una modalità di espressione che non sia dannosa per sé e per gli altri.<br>Sarà quindi molto importante:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Rispecchiare il bambino, fargli sentire che abbiamo capito cosa sta provando e che è normale che lo provi in quella situazione. Non rifiutare quindi, ma accettare e orientare nel modo corretto ciò che sta avvenendo.</li>



<li>Non definire il bambino in base al suo comportamento, non è né cattivo né maleducato, e neanche sbagliato, ma c’è qualcosa che gli sta succedendo, ed è proprio nella gestione dell’emotività che possiamo e dobbiamo aiutarlo.</li>



<li>Lasciare che esprima la sua emozione, ma contenere i comportamenti più distruttivi e rischiosi: va bene essere arrabbiati ma non si può colpire gli altri , far male a se stessi, mordere, rompere gli oggetti.<br>E’ necessario assumere un tono ed un atteggiamento molto fermo, che fa capire al bambino l’importanza di quello che stiamo dicendo.<br>A volte può essere necessario aiutarlo a fermarsi, proteggendo il bambino stesso dalla componente distruttiva: sarebbe troppo doloroso anche per lui aver distrutto le cose a cui tiene una volta terminata l’ondata di rabbia.​</li>



<li>Dare un’alternativa, o una soluzione che il bambino ancora non conosce. A volte la situazione che genera frustrazione non è evitabile, si potrà allora proporre qualcosa che immaginiamo possa aiutarlo, una consolazione o un supporto.<br>Si possono proporre soluzioni alternative tra le quali scegliere, oppure proporre di gestire insieme la situazione. Il genitore resta la guida fondamentale e spesso è proprio il bambino a cercare un limite ai suoi comportamenti, da interiorizzare e che gli<br>fornisca sicurezza.</li>



<li>Mantenere uno stato d’animo fermo e non lasciarsi prendere dall’agitazione, comunicare al bambino che ce la farà sicuramente a superare quella situazione e dopo riconoscergli la sua bravura . Il bambino infatti prende come riferimento lo stato d’animo del genitore, se il genitore mostra sicurezza anche il bambino potrà sentirsi più sicuro e riuscire , poco a poco, a calmarsi.<br>L’ondata di rabbia ha fisiologicamente un picco che tende poi a decrescere. Come genitori è altrettanto importante riconoscere che non sempre si può essere capaci a gestire i momenti più difficili e che molte situazioni possono vanificare anche le migliori intenzioni.<br>E’ importante prendere tempo, non avere fretta, non lasciarsi condizionare da fattori esterni.</li>
</ul>



<p>Al fine di ottenere un equilibrio più generale degli stati d’animo del bambino è necessario considerare anche gli spazi di autonomia in cui può cimentarsi.<br>Se il genitore si sostituisce molto a lui, se il bambino viene accudito in modo passivo o se viene limitato molto frequentemente nel comportamento, finisce per cercare di esprimere la sua autonomia in modo negativo, imponendosi nelle occasioni più diverse.<br>Per depotenziare tale aspetto può essere quindi necessario favorire l’autonomia negli ambiti della vita quotidiana, restituendo al bambino un senso di autoefficacia e sicurezza, necessari per un sano sviluppo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://francescomacri.it/consigli-pratici/la-rabbia-dei-bambini/">La rabbia dei bambini</a> proviene da <a href="https://francescomacri.it">Francesco Macrì</a>.</p>
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