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	<title>Ritardo del linguaggio Archivi - Francesco Macrì</title>
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		<title>Il bambino che non parla e il bambino balbuziente</title>
		<link>https://francescomacri.it/consigli-pratici/ritardo-del-linguaggio-e-balbuzie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Prof. Francesco Macrì]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Sep 2023 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I consigli pratici]]></category>
		<category><![CDATA[balbuzie]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo del linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[late talkers]]></category>
		<category><![CDATA[Logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[Ritardo del linguaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un problema relativamente frequente è rappresentato dal ritardo del linguaggio.&#160; In pratica possiamo pensare di trovarci di fronte ad un ritardo del linguaggio quando un bambino a 2 anni pronuncia meno di 50 parole oppure a 2 anni e mezzo non presenta un linguaggio combinatorio ( compiere frasi). Una prima considerazione è che nella maggior [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un problema relativamente frequente è rappresentato dal ritardo del linguaggio.&nbsp;</p>



<p>In pratica possiamo pensare di trovarci di fronte ad un ritardo del linguaggio quando un bambino a 2 anni pronuncia meno di 50 parole oppure a 2 anni e mezzo non presenta un linguaggio combinatorio ( compiere frasi). Una prima considerazione è che nella maggior parte dei casi non si tratta di un vero e proprio problema: esistono i “Late Talkers” ad esempio, bambini che parlano in ritardo senza avere problemi neurologici o cognitivi o di funzione fonatoria di alcun tipo e che , anche se in ritardo, avranno un linguaggio normale, oppure esistono bambini con”Gergolalia”, in pratica hanno un loro gergo comunque espressivo, oppure esistono bambini con “ Mutismo Selettivo”, situazione molto particolare caratterizzata dal fatto che il bambino non parla solo in certe circostanze o soltanto con alcune persone.&nbsp;</p>



<p>Questa ultima situazione, nonostante la sua relativa benignità, rappresenta però il punto di passaggio verso quadri di ritardo del linguaggio che possono nascondere una patologia, facendo parte , insieme all’autismo, dei disturbi del linguaggio su base Affettivo-Relazionale. In sintesi il ritardo o disturbo del linguaggio dovuto ad un problema reale può far parte di questi quadri&nbsp;</p>



<p>• Sordità&nbsp;&nbsp;</p>



<p>• Lesioni del sistema nervoso centrale ( malformazioni, infezioni congenite…)&nbsp;</p>



<p>• Ritardo mentale ( come avviene in alcune sindromi, Down &#8230;)&nbsp;</p>



<p>• Psicopatologia affettivo relazionale ( autismo, mutismo selettivo…)&nbsp;</p>



<p>Tutte queste situazioni di “patologia” possono essere intercettate quando si notano problemi nel gioco , ad esempio il bambino manifesta scarsa attività di manipolazione oppure poche forme di gioco simbolico. Altri parametri riguardano i gesti , ad esempio compie pochi gesti comunicativi, o le abilità sociali in quanto ha&nbsp; problemi di comportamento, oppure ha rare iniziative di comunicazione o difficoltà a prender parte alle attività insieme agli altri.&nbsp;</p>



<p>Certamente la situazione più frequente è anche quella più benigna, ovverosia quella dei “Late Talkers”, che si risolve spontaneamente entro il 4° anno nella quasi totalità dei casi, soltanto nel 3% dei casi evolve in un vero disturbo del linguaggio.&nbsp;</p>



<p>Cosa deve succedere&nbsp; in pratica?&nbsp;</p>



<p>Nel momento in cui un bambino a 2 anni pronuncia meno di 50 parole bisogna innanzitutto escludere che non presenti un ritardo generico dal punto di vista neurocognitivomotorio, nel senso che fino a quel momento non abbia presentato delle irregolarità nelle normali tappe di sviluppo come il sorridere, lo stare seduto, compiere i primi passi ( se un bambino sorride a 2 mesi, sta seduto a 6, compie primi passi a 14 è normale con il 90% di probabilità), oppure eseguire ordini semplici, seguire con lo sguardo, reagire quando chiamato con il proprio nome…L’altra cosa importante da escludere è un problema di udito, verifica attuabile anche a casa con diverse tecniche e trucchi (i genitori attenti in questo sono molto capaci ) oppure da parte di esperti in audiologia. Quando queste due valutazioni di base sul ritardo e sull’udito danno risultato favorevole,&nbsp; il passo successivo è un trattamento logopedico. Ovviamente nei casi con presenza di patologie specifiche il trattamento logopedico si affianca al trattamento della situazione di base. C’è da segnalare che i bambini con disturbo del linguaggio con risoluzione più tardiva hanno maggior rischio di sviluppare dislessia.&nbsp;</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; __________________________&nbsp;</p>



<p>Un discorso a parte merita la balbuzie o, come oggi si preferisce dire, il disturbo della&nbsp; fluenza della loquela,&nbsp; che consiste nell’effettuare ripetizioni o prolungamenti involontari dei suoni, delle sillabe o delle parole. Può anche includere blocchi improvvisi, durante i quali la persona è incapace di produrre alcun suono. La balbuzie può variare in gravità da lieve a grave e può influire sulla comunicazione e sull&#8217;autostima di chi ne è affetto.&nbsp;</p>



<p>&nbsp;Le cause&nbsp; della balbuzie non sono ancora completamente comprese, probabilmente si tratta di&nbsp; una combinazione di fattori genetici, neurologici e ambientali alla base&nbsp; del disturbo. L’aspetto familiare, ovverosia la presenza di balbuzie in un genitore, più che nascondere elementi genetici potrebbe essere dovuto ad&nbsp; comportamento imitativo. Spesso la balbuzie inizia durante l&#8217;infanzia, quando il bambino sta imparando a parlare, ma può persistere anche in età adulta.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La balbuzie può essere ripetitiva ( si tende a ripetere più volte una parola o una parte di essa) o spastica ( ci si blocca nel pronunciare una parola). La seconda versione può accompagnarsi a movimenti di altre parti del volto o del collo o delle spalle e, in genere, si ritiene più impegnativa e, in genere, si accompagna ad un maggior disagio del bambino, ad un maggior timore di essere notato.&nbsp;</p>



<p>La balbuzie che inizia&nbsp; prima della età scolare ha normalmente un decorso più favorevole e risolversi anche con semplici consigli: ignorare il problema, non intervenire per aiutare il bambino ( completare la frase al suo posto, dire “ stai calmo” “rilassati” etc&#8230;), evitare atteggiamenti troppo correttivi ( “ non interrompere quando parla papà”, “stai seduto composto mentre mangi” “ non girare scalzo per casa” etc…). Ovviamente ciò non vuol dire che non si devono dare regole ai bambini, il problema è nell’esagerare nel farlo!&nbsp;</p>



<p>Quando il sintomo tende a persistere si possono prendere in considerazione interventi terapeutici come&nbsp; tecniche di respirazione, esercizi di rilassamento, strategie di controllo del ritmo e tecniche di consapevolezza del linguaggio. La terapia può essere svolta da un logopedista specializzato nel trattamento della balbuzie.&nbsp;</p>
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